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Concentrazioni e Diluizioni di Lavoro

Non tutte le nostre chimiche si impiegano tal quali: talune sono concepite come soluzioni concentrate, da diluirsi al momento dell'uso in proporzioni diverse a seconda del risultato che si intende conseguire. Questa guida ne illustra il principio, con esempi tratti dai nostri stessi manuali.

Chi si accosta per la prima volta alla chimica fotografica potrebbe supporre che ogni preparato vada impiegato in un'unica, fissa proporzione. Non è così. Buona parte dei preparati per applicazioni speciali sono concepiti come soluzioni concentrate, delle quali solo una piccola quantità viene prelevata e diluita in acqua al momento dell'uso; e financo gli sviluppi di impiego più comune possono, in taluni casi, essere diluiti per ottenere un effetto diverso da quello del bagno impiegato a piena forza. Esponiamo di seguito il principio, con esempi concreti tratti dai manuali dei nostri prodotti.

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La Notazione delle Diluizioni.

Le proporzioni di diluizione si esprimono correntemente con la notazione "A+B", ove A rappresenta le parti di concentrato e B le parti d'acqua aggiunte. Così, una diluizione "1+1" significa una parte di concentrato per una parte d'acqua (ossia il concentrato è portato al doppio del proprio volume); una diluizione "1+9" significa una parte di concentrato per nove d'acqua (il concentrato è portato a dieci volte il proprio volume).

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Esempio: PYRO-HD

Questo preparato per applicazioni speciali si conserva in due bottiglie di vetro ambrato, A e B, in forma fortemente concentrata. La soluzione di lavoro si ottiene versando 5 ml di A e 5 ml di B in una caraffa contenente 200 ml d'acqua, per poi completare il volume a 300 ml totali. Si tratta, in altri termini, di una diluizione nell'ordine di 1+58 per ciascun componente rispetto al volume finale: una piccola quantità di concentrato che genera un volume di lavoro assai maggiore, da impiegarsi peraltro nel più breve tempo possibile dalla preparazione, essendo la soluzione diluita assai meno stabile del concentrato.

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Esempio: IP

Il medesimo principio regge la preparazione dello sviluppo IP, ove tuttavia le proporzioni differiscono: 10 ml di A e 10 ml di B, portati anch'essi a un volume totale di 300 ml. La maggior quantità di concentrato prelevato, rispetto al PYRO-HD, riflette la diversa energia richiesta a questo preparato per assolvere alla propria funzione specifica di tolleranza al tiraggio.

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La Diluizione come Strumento di Contrasto: il Caso della Zona N-1

Talvolta la diluizione non serve a preparare la soluzione di lavoro dal concentrato, bensì a modificare il comportamento di uno sviluppo già pronto all'uso. È questo il caso del MICROPHEN e del DK-50, ove, per ottenere una riduzione del contrasto (zona N-1), si prescrive di diluire lo sviluppo normale in rapporto 1+1, impiegandolo però in un'unica soluzione (one-shot), senza possibilità di conservazione una volta diluito. La diluizione, in tal caso, non economizza il prodotto, ma ne muta deliberatamente la resa fotografica: un bagno più diluito agisce con maggior gradualità sulle zone d'ombra, restituendo un'immagine dalla gamma tonale più distesa.

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Una Regola Generale.

Ogniqualvolta si proceda a una diluizione, sia essa dettata dalla necessità di preparare la soluzione di lavoro da un concentrato, sia essa intesa a modificarne il comportamento fotografico, la soluzione risultante va sempre considerata meno stabile del prodotto concentrato o del bagno a piena forza, e va pertanto impiegata a breve distanza dalla propria preparazione.

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