Conservazione delle Chimiche e Verifica della loro Reattività
Ogni chimica fotografica, per quanto ben conservata, è soggetta con l'andare del tempo a un naturale decadimento. Questa guida espone il modo corretto di conservare gli sviluppi e i fissaggi, nonché alcuni metodi semplici per verificarne la reattività residua prima dell'impiego.
Non è raro che l'operatore, ritrovando in fondo a un armadio una bottiglia di sviluppo preparata mesi addietro, si domandi se quella chimica sia ancora atta all'uso. Quesito legittimo, giacché ogni soluzione fotografica, per quanto scrupolosamente conservata, è soggetta con l'andare del tempo a un naturale decadimento della propria reattività. Esponiamo di seguito, dapprima il modo corretto di conservare le chimiche preparate, quindi alcuni metodi semplici — adatti alla pratica amatoriale, senza necessità di strumentazione da laboratorio — per verificarne lo stato prima dell'impiego.
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Conservazione
Le seguenti indicazioni valgono per tutte le chimiche fotografiche, siano esse bagni di sviluppo, di rigenero o di viraggio:
1. Preparare tutte le chimiche con acqua demineralizzata o bollita.
2. Conservare le chimiche in bottiglie di vetro scuro, ovvero rivestite con carta d'alluminio.
3. Impiegare bottiglie munite di tappo a molla e guarnizione, o di tappo da laboratorio con O-ring.
4. Limitare quanto più possibile il volume d'aria residuo all'interno della bottiglia; in alternativa, spruzzare del butano per due o tre secondi prima di richiudere il tappo.
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Verifica della Reattività dello Sviluppo
Tre sono i metodi che raccomandiamo, in ordine di praticità:
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Osservazione del colore.
Uno sviluppo fresco si presenta incolore o lievemente ambrato. Con l'ossidazione, il colore si scurisce progressivamente. Quando la soluzione assume una tinta simile al colore del tè (un bruno rossiccio), è segno che l'ossidazione è già avanzata: si consiglia in tal caso di non impiegare più la chimica, o quantomeno di verificarne l'efficacia con uno dei metodi seguenti prima di procedere.
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Il saggio della clip.
Si ritagli un piccolo lembo di pellicola già esposta (la linguetta che sporge dal rullino è perfetta allo scopo) e lo si sviluppi a parte, nel medesimo bagno, per il tempo canonico previsto. Si confronti quindi la densità ottenuta con quella di un negativo di riferimento sviluppato con chimica fresca: se il lembo risulta sensibilmente più chiaro, lo sviluppo ha perduto reattività.
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Il pH.
Ogni sviluppo possiede un proprio valore di pH caratteristico, non essendovi un dato generale valido per tutte le formulazioni. Raccomandiamo pertanto di misurare, con una comune cartina di pH, il valore della chimica appena preparata, annotandolo; un successivo calo significativo di tale valore, misurato con la medesima cartina, sarà indicazione di esaurimento chimico in atto.
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Verifica della Reattività del Fissaggio
Il metodo classico, di sicura affidabilità, è il saggio di sgombero (clearing test):
1. Si immerga un ritaglio di pellicola vergine (non esposta, non sviluppata) nel bagno di fissaggio.
2. Si cronometri il tempo necessario affinché il ritaglio divenga perfettamente trasparente, privo della patina lattiginosa propria dell'alogenuro d'argento non sviluppato. Per il nostro fissaggio fresco, tale tempo si attesta a 4 minuti.
3. Il tempo di fissaggio da applicare alla pellicola sarà pari al doppio del tempo di sgombero così misurato.
4. Qualora il tempo di sgombero raggiunga o superi 8 minuti (il doppio del valore di riferimento), il bagno è da considerarsi esaurito e va sostituito.
Anche per il fissaggio vale quanto detto a proposito del pH: trattandosi di un ambiente acido, un valore che si avvicini alla neutralità, rispetto a quello annotato alla preparazione, indica un fissaggio prossimo all'esaurimento.
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Un'ultima considerazione.
Nessuno di questi metodi pretende la precisione di un'analisi di laboratorio, ma tutti, praticati con un minimo di costanza, permettono all'operatore amatoriale di evitare l'errore più comune: fidarsi ciecamente della sola capacità dichiarata in etichetta, senza tener conto delle condizioni reali di conservazione e d'uso cui la chimica è stata sottoposta.
