Pulizia dell'Attrezzatura e Smaltimento delle Chimiche Esauste
Una chimica ben preparata può essere vanificata da un'attrezzatura mal pulita, così come una pratica fotografica responsabile non può prescindere dal corretto smaltimento dei bagni esausti. Questa guida chiude la nostra serie divulgativa affrontando questi due aspetti, spesso trascurati ma di importanza pari a quella dello sviluppo stesso.
Si è soliti, nella pratica di camera oscura, riporre ogni cura nella preparazione delle chimiche e nell'osservanza dei tempi, trascurando talvolta un aspetto che a queste è intimamente connesso: la pulizia dell'attrezzatura con cui le chimiche stesse vengono maneggiate. Un bagno preparato con ogni scrupolo può veder vanificata la propria efficacia se versato in un recipiente che rechi, invisibile all'occhio, un residuo del bagno precedente.
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Attrezzatura
Buona pratica di laboratorio vuole che a ciascun bagno ( sviluppo, arresto, fissaggio ) sia dedicato uno strumento proprio: caraffa, imbuto, termometro, tank. Ove ciò non fosse possibile per ristrettezza di mezzi, si raccomanda quantomeno di apporre a ciascuno strumento un'etichetta che ne dichiari l'uso esclusivo, sì da evitare che un residuo di sviluppo contamini il fissaggio, o viceversa, con conseguenze talora manifeste, talora subdole e di difficile individuazione.
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Vetreria e Bottiglie
La condizione ottimale per la pulizia di bottiglie e vetreria è il lavaggio a vapore, che assicura la rimozione di ogni residuo anche dai recessi meno accessibili. Ove tale mezzo non sia disponibile, un abbondante risciacquo con acqua corrente costituisce pratica sufficiente per l'uso corrente.
Vi è tuttavia un caso in cui nessun risciacquo, per quanto abbondante, può dirsi risolutivo: quello delle bottiglie a soffietto. La loro conformazione, ripiegandosi su se stessa, cela recessi e pieghe entro i quali il residuo chimico si annida in maniera pressoché irraggiungibile, quale che sia la cura posta nel risciacquo. Sono, per tale ragione, la causa più frequente di sviluppi che si rivelano inspiegabilmente inefficaci, o che producono risultati incostanti da una sessione all'altra, senza che l'operatore riesca a individuarne la causa nella chimica stessa, sibbene nel recipiente che la contiene. Raccomandiamo pertanto di evitarne l'uso per la conservazione delle chimiche fotografiche, prediligendo bottiglie di forma rigida e regolare.
Come regola generale, ogni bottiglia della quale non si possa dire con certezza di aver raggiunto una pulizia completa va senz'altro gettata, piuttosto che riposta nel dubbio: il costo di una bottiglia nuova è cosa ben minore rispetto al danno di uno sviluppo compromesso.
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⚠️ SMALTIMENTO DELLE CHIMICHE ESAUSTE — leggere prima di procedere
Le chimiche fotografiche esauste, siano esse sviluppi, fissaggi o altri bagni, sono da considerarsi rifiuti chimici a tutti gli effetti.
Non versare le chimiche esauste negli scarichi domestici o in fognatura.
Smaltire le chimiche esauste nel rispetto della normativa locale vigente in materia di rifiuti chimici. Rivolgersi al proprio comune o alla propria isola ecologica per conoscere le modalità di conferimento previste nel proprio territorio.
